L’ardua sfida dei semiconduttori

Nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche tra Taiwan e la Cina, l’attenzione internazionale si rivolge alle possibili ripercussioni su settori chiave dell’economia globale. Un settore particolarmente vulnerabile è quello dei semiconduttori, in quanto l’isola di Taiwan è una sede cruciale per la produzione di questi componenti tecnologici fondamentali. L’industria globale dei semiconduttori gioca un ruolo cruciale in tutte le filiere industriali avanzate tra cui: l’elettronica, l’automotive, l’aerospazio, la difesa, la robotica, la meccanica strumentale e le applicazioni industriali.

Taiwan, con il suo governo autonomo e la sua forte identità nazionale, è al centro di una disputa storica con la Cina, che mantiene la posizione che l’isola (di estrema centralità e ricchezza di risorse naturali) sia una provincia ribelle e che dovrebbe essere parte del territorio cinese secondo la teoria della “One China Policy”.  Tale scontro, sebbene di lunga data, ha assunto nuove sfumature di rilevanza internazionale, con impatti significativi sull’industria tecnologica globale.

Cosa è TSMC?

Tra le principali preoccupazioni si trova la possibile interruzione della produzione e della catena di approvvigionamento dei semiconduttori da aziende cruciali come la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), una delle principali fabbriche di semiconduttori al mondo. TSMC è un attore chiave nella fornitura di chip a numerose aziende tecnologiche globali, ricoprendo una quota di mercato del 28% e con una capitalizzazione di 575 miliardi di dollari.

Stabilimento TSMC a Taiwan

Tensioni geopolitiche

Il timore maggiore riguarda un possibile conflitto militare o tensioni geopolitiche crescenti tra Taiwan e la Cina, che potrebbero compromettere la stabilità nella regione e influenzare direttamente la produzione di semiconduttori, una tale interruzione avrebbe un impatto a cascata su diverse industrie, mettendo in luce la dipendenza globale da questa parte vitale della filiera elettronica.

Come agire?

Gli attori internazionali monitorano attentamente gli sviluppi nella regione, cercando di mitigare i rischi, evitando escalation e garantendo la continuità delle forniture critiche. La situazione, dinamica e in evoluzione, richiede una vigilanza costante e un approccio diplomatico che possa preservare la stabilità economica globale in un contesto di crescenti tensioni tra Taiwan e la Cina.

Confronto tra Taiwan e Cina a livello militare

E le superpotenze?

Le aziende statunitensi, con la necessità di ridurre la dipendenza da Taiwan, sono sostenute dal “Chips and Science Act”, un intervento ambizioso di 52,7 miliardi di dollari, volto a sostenere la produzione e la ricerca e sviluppo di semiconduttori, oltre che un credito d’imposta del 25% per gli investimenti nella costruzione di impianti di chip.Inizio modulo

D’altro canto, il governo cinese ha avviato programmi di investimento massicci nel settore, con l’obiettivo di diventare leader mondiale nella produzione di semiconduttori entro il 2030.

In Italia

Il Ministro Adolfo Urso che guida il dicastero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato, in conferenza stampa della riunione ministeriale del G7 Industria e Spazio del 14 marzo a Verona, incentivi per 4,75 miliardi di euro su più anni per le multinazionali che vorranno insediarsi nel Paese e sviluppare progetti industriali legati alla microelettronica, tra le priorità del governo Meloni.

La produzione di semiconduttori nel mondo

Marco Venturato

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