Sigarette al doppio del prezzo attuale, la nuova proposta “salutare”

Ultimamente si è sentita una nuova proposta: raddoppiare il prezzo delle sigarette. C’è attualmente una proposta in discussione per aumentare il prezzo delle sigarette. Si tratta di una cosiddetta “tassa di scopo” con l’obiettivo di raccogliere fondi per il Servizio Sanitario Nazionale. Questa misura è sostenuta da diverse associazioni oncologiche ed è stata presentata in Senato. È sicuramente una proposta azzardata ma molto interessante se sfruttata come dovrebbe. Il prezzo attuale va, considerando un pacchetto da venti sigarette, da minimo cinque euro con un massimo di 6. I fumatori più accaniti potrebbero vederla molto di cattivo d’occhio. Tuttavia, sarebbe probabilmente una delle uniche tasse “giustificabili”. Consideriamo che negli altri stati il loro prezzo è superiore, se prendiamo in considerazione la media europea. In Irlanda e Gran Bretagna il prezzo si aggira sui 12/18 euro, 9 in Francia, 8 in Romania ecc. (prezzi considerati al massimo per via delle diverse marche).

Questo prezzo alto cosa comporta? Un minore acquisto di sigarette ovviamente e questo può scoraggiarne l’uso. Le malattie respiratorie e cardiovascolari potrebbero essere contenute molto meglio e ci sarebbe una loro riduzione drastica. Potremmo stare tutto il giorno ad elencare gli effetti negativi di fumare sigarette ma la riduzione di malattie e tumori possono riassumere bene il concetto. A queste si aggiungono anche meno danni causati a chi vive intorno a noi. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 2021 ha fornito 8 milioni di morti per il fumo. Circa 7 milioni dovuti all’uso diretto di tabacco e il resto per fumo passivo. In tutto il mondo, ogni giorno, vengono fumate in media 15 miliardi di sigarette, un numero enorme se pensiamo che sono quasi due sigarette per ogni abitante sulla Terra.

L’accensione della sigaretta determina la combustione del tabacco che produce oltre 7000 sostanze chimiche in forma di gas, aerosol e particolato, di cui almeno 250 tossiche e 69 dal comprovato potere cancerogeno per l’essere umano. Un inquinamento minore gioverebbe alla qualità dell’aria che soprattutto nelle città è molto scadente. C’è già tanto inquinamento a causa delle macchine e altri veicoli. Bisogna aggiungere anche l’inquinamento causato dai filtri delle sigarette, fatte di un materiale non organico, che non si può biodegradare e ha bisogno di anni per disgregarsi. Le cicche rilasciano nicotina, cianuro e altre sostanze che sono nocivi per l’ambiente, la fauna e la flora. Infatti, soltanto nei tempi più recenti i cestini (alcuni) si sono dotati di una parte apposita per gettare i filtri.

Ovviamente ci sarà chi, nonostante tutto, potrebbe continuare ad acquistare sigarette. Sicuramente sarà un “vizio” riservato soltanto ai più ricchi ma il prezzo delle sigarette, oltre a versare soldi per la loro produzione e allo stato, l’altra parte dei soldi potrebbe andare ad investire quindi sulla sanità. È così anche negli altri paesi e potrebbe essere un ottimo cambiamento per le casse dello stato e per gli italiani che approfittando dell’alto prezzo, potrebbero decidere una volta per tutte di abbandonare il vizio del fumo.

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