Il Black Friday, quando nasce e perché.

Ogni periodo dell’anno, solitamente a novembre, c’è la settimana del cosiddetto “Black Friday” (venerdì nero). I negozi piccoli e i colossi delle multinazionali scontano varietà dei loro prodotti in vendita garantendo di vendere più beni e permettendo ai clienti di acquistare i prodotti ad un prezzo più basso del solito. Da vari anni esiste anche il mercato online, perciò, il Black Friday si estende anche su internet. Si estende anche nei giorni seguenti arrivando fino a lunedì chiamato “Cyber Monday” che riguarda il settore elettronico. Innanzitutto, perché si chiama “venerdì nero”? Indica il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento che si celebra il quarto giovedì di novembre negli Stati Uniti d’America. Dagli anni ’50, il giorno dopo è usuale iniziare le compere per le feste natalizie. L’origine del nome non è certa, può essere che derivi da un giorno di caos di ingorghi stradali e di confusione in Filadelfia durante il Black Friday. Un altro riferimento potrebbe essere i libri contabili dei magazzinieri che annotavano in rosso le perdite e in nero i guadagni e che quindi indicherebbe il periodo proficuo dei venditori.

Il Black Friday è semplicemente pensato per spingere la gente a comprare, comprare cose che non si può permettere e di cui non ne ha bisogno. Infatti, tanta gente, in Italia (anche se in fondo tutto mondo è paese) lamenta della propria situazione finanziaria e di quella dello stato. Però questa stessa gente riempie i negozi durante i saldi. Spesso non ci sono neanche questi sconti, i venditori sono così poco furbi da mettere un adesivo che viene facilmente rimosso dal prezzo originale. La verità è che la gente appena legge “sconto”, “saldi”, “offerte” perde la testa, convinta di dover prendere tutto per non sfuggire all’offerta, riempiendo la casa di oggetti inutili che non userà mai o che ha già in abbondanza. Gli sconti se applicati in beni di prima necessità potrebbero essere un’ottima agevolazione per chi ne ha bisogno, ma purtroppo non è così. Il mondo è invaso dalle pubblicità, sono ovunque e sono queste che probabilmente fanno girare il mondo. La gente diventa addirittura violenta, infatti esistono episodi accaduti di violenza nei negozi per accaparrarsi dei prodotti prima degli altri clienti, o clienti che si litigano per la contesa del prodotto, liti con i dipendenti con i clienti che non posso acquistare più volte lo stesso prodotto.

Non a caso il noto cartone americano di South Park ci ha dedicato un episodio (Stagione 17, puntata 7) che raffigura dei poliziotti che si preparano a difendere il centro commerciale dai clienti assomiglianti a degli zombie. Anche per i dipendenti il Black Friday non deve essere una passeggiata a fronte di un carico di lavoro molto più alto del solito, soprattutto se deve trovarsi anche a contestare clienti usciti fuori di testa. Nel 2008 un dipendente di Walmart ha perso la vita, calpestato a morte da una folla di persone che spingevano per entrare nel negozio all’apertura delle porte alle 5 del mattino. I suoi colleghi nel tentativo di aiutarlo sono stati feriti anche loro e quando il negozio doveva chiudere a causa del lavoratore morto i clienti hanno urlato con rabbia e hanno continuato a fare gli acquisti. Nessuno ha pagato per quest’uccisione in quanto è stato difficile rilevare le singole persone nella folla. Il colosso di Walmart si è difeso dichiarando che avevano disposto ai dipendenti delle precauzioni.

Probabilmente anche a causa di questa vicenda quattro anni dopo, nel 2012, migliaia di dipendenti hanno protestato verso Walmart dei turni massacranti e con uno stipendio di sussistenza. Infatti, il motto dei lavoratori di Walmart è stato “l’alto costo dei bassi prezzi” facendo riferimento al basso prezzo dei prodotti che l’azienda recupera pagando poco i propri dipendenti. Walmart attualmente è prima tra le multinazionali più ricche al mondo e può ritenersi valida come dimostrazione di come i protestanti contro Walmart abbiano ragione. Per questi motivi il Black Friday è una creazione del capitalismo per spingere la gente ad acquisti, anche insensati. Al contempo, gli sconti, se applicati in beni di prima necessità, potrebbero essere un’ottima agevolazione per chi ne ha bisogno.

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