L’Acqua di domani, tra crisi idrica e dissalatori

di Michele Venturato

La crisi idrica è ormai una sfida globale, particolarmente acuta per le nazioni che dipendono dalle risorse idriche limitate o dall’acqua piovana sempre più scarsa. Le Maldive, ad esempio, dipendono quasi esclusivamente dalla dissalazione per ottenere acqua potabile: per il piccolo stato insulare dell’Oceano Indiano, questa tecnologia rappresenta una questione di sopravvivenza per le singole isole.

L’Algeria e il suo ambizioso piano

Anche altri paesi stanno puntando sulla dissalazione per affrontare le conseguenze della siccità. In ottobre, l’Algeria ha annunciato un piano da 5,4 miliardi di dollari per la costruzione di nuovi impianti, che permetteranno di incrementare la produzione giornaliera di acqua potabile dal Mediterraneo fino a 3,7 milioni di metri cubi. Questo intervento è cruciale per garantire l’approvvigionamento idrico ai 47 milioni di abitanti del paese, un numero destinato a crescere nei prossimi anni. Entro il 2030, il governo punta a coprire il 60% del fabbisogno idrico nazionale attraverso la dissalazione.

I casi europei di Spagna e Italia

Anche la Spagna ha investito massicciamente nella dissalazione, diventando il paese europeo con più impianti. Il desalinizzatore di Torrevieja, uno dei più grandi del continente, garantisce acqua per usi agricoli e domestici, soprattutto nei mesi estivi. Al contrario, l’Italia, nonostante le somiglianze climatiche, utilizza poco questa tecnologia, affidandosi solo recentemente alla riattivazione di alcuni impianti in Sicilia per affrontare la carenza idrica, l’operazione per rimetterli in attività avrà un costo di circa 100 milioni di euro.

Il problema energetico e le nuove soluzioni

La principale sfida legata ai dissalatori è il loro elevato consumo energetico. Tuttavia, innovazioni come quelle del MIT (Istituto di tecnologia del Massachusetts) stanno cambiando il panorama: l’università americana ha sviluppato un sistema di dissalazione alimentato a energia solare, capace di adattare la produzione in base alla disponibilità di luce. Questa tecnologia, testata con successo, consente di ridurre i costi e le emissioni, offrendo una soluzione più sostenibile.

La dissalazione non è una risposta universale, ma per certi paesi rappresenta un’opportunità unica per contrastare la crisi idrica e garantire un futuro alle proprie popolazioni.

La dissalazione non è solo una soluzione tecnica, ma un’opportunità per ripensare il nostro rapporto con l’acqua, trasformando il mare in una risorsa vitale per il futuro. Già molti governi e aziende private stanno facendo massicci investimenti in questo settore, che sarà destinato a crescere e nel quale bisognerebbe affrontarlo con una prospettiva a lungo periodo. Investire oggi in tecnologie sostenibili che certamente hanno dei costi significativi significa garantire domani un mondo dove l’acqua potabile non sia un privilegio, ma un diritto universale.

Lascia un commento

Iscriviti alla Newsletter