di Marco Venturato
Ennesima manifestazione indegna degli attivisti di Ultima Generazione che hanno preso di mira Carlo Cracco e l’alta cucina accendendo un dibattito che va oltre l’episodio, affrontando temi come la disuguaglianza economica, la sostenibilità alimentare e il ruolo della gastronomia d’eccellenza nella società. Le modalità di protesta in stile “lotta di classe” sollevano dubbi sull’efficacia dell’azione e sull’opportunità di colpire figure simboliche come Cracco, considerato più un ambasciatore di qualità che un responsabile delle problematiche denunciate.
L’episodio ha visto il ristorante di Cracco in Galleria a Milano oggetto di una protesta da parte di Ultima Generazione, che ha versato passata di pomodoro per denunciare lo sfruttamento dei braccianti e le disuguaglianze alimentari. La scelta di colpire un ristorante stellato ha suscitato reazioni contrastanti: se da un lato i manifestanti vedono nei ristoranti di lusso un simbolo delle disparità economiche, dall’altro molti ritengono che l’alta cucina italiana rappresenti soprattutto eccellenza, innovazione e promozione culturale.
Colpire Cracco appare ingiusto e controproducente, poiché rischia di alienare una figura che potrebbe invece contribuire a un sistema alimentare più equo e sostenibile. L’alta cucina, infatti, non è solo sinonimo di lusso, ma anche di valorizzazione del territorio e delle materie prime. Coinvolgere chef come Cracco in un dialogo costruttivo potrebbe portare a iniziative concrete a favore della sostenibilità e della giustizia sociale. Converrebbe evitare di semplificare questioni complesse con attacchi simbolici e fini a sè stessi che provocano solo indignazione.
Poi, si arriva alla follia, il collettivo chiede di distribuire pasti gratis nei giovedì a chi non se li può permettere. Qualcuno dica a questi ragazzi che nessuno è obbligato a mangiare da Cracco, chi se lo può permettere ci va, gli altri no. Esistono tanti altri metodi per sfamarsi e di certo non pretendendo cibo gratis da uno stellato che sostiene già costi elevatissimi
I ragazzi di Ultima Generazione lottano contro il cambiamento climatico ma senza tener conto delle sfide complesse che stanno già affrontando le imprese italiane.
Non si può volere la transizione verde mandando in rosso l’economia.


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