Cripto alle stelle, USA al palo

di Marco Venturato

Bitcoin oltre i 125 mila dollari: nuovo record storico
Il Bitcoin ha toccato un nuovo massimo assoluto, superando la soglia dei 125.000 dollari in un contesto di crescente incertezza economica negli Stati Uniti, dove lo shutdown del governo, cioè il blocco delle attività amministrative non essenziali attuato ogni volta che il Congresso americano non approva la legge di bilancio, continua a bloccare l’attività federale. La criptovaluta ha raggiunto il valore di 125.689 dollari, superando il precedente record di circa 124.500 dollari registrato ad agosto. A sostenere la corsa del Bitcoin, oltre alla paralisi politica americana, contribuisce anche la debolezza del dollaro. Dopo aver toccato il picco, il valore si è leggermente ridimensionato e attualmente si attesta a 124.606 dollari, con un rialzo dell’1,92%.

L’oro vola a nuovi massimi. Possibile traguardo dei 4.000 dollari l’oncia
Il 2 ottobre, l’oro — da sempre considerato un bene rifugio nei periodi di incertezza — ha raggiunto il nuovo record di 3.923,30 dollari per oncia. Il rialzo, spiegano gli analisti, è dovuto in gran parte alla mancanza temporanea di dati economici affidabili provenienti dagli Stati Uniti. Di fronte a un vero e proprio “blackout” informativo, gli investitori si orientano verso asset più stabili e meno esposti alla volatilità dei mercati. Le previsioni indicano che, nel breve-medio periodo, l’oro potrebbe spingersi fino alla soglia simbolica dei 4.000 dollari per oncia.

Trump cerca il sostegno di lobby e sindacati per risolvere lo stallo
Il presidente Donald Trump e il suo staff stanno intensificando i contatti con gruppi economici e sindacali nel tentativo di mettere fine allo shutdown federale. Secondo quanto riportato da Axios, la Casa Bianca — pur continuando a minacciare licenziamenti di massa tra i dipendenti pubblici — avrebbe moltiplicato i colloqui con le principali lobby di Washington, arrivando a circa 400 incontri nelle ultime settimane.
Tra le organizzazioni coinvolte figurano la Camera di Commercio statunitense, l’International Brotherhood of Teamsters (il più grande sindacato degli autotrasportatori) e la Business Roundtable, che rappresenta i CEO delle maggiori aziende americane. Tutte hanno chiesto al Congresso di intervenire rapidamente per porre fine alla crisi e riavviare le attività federali.

L’impennata del Bitcoin e la corsa dell’oro rappresentano il sintomo più evidente di un’economia globale che, priva di certezze politiche, cerca rifugio in strumenti alternativi. Il continuo shutdown americano dimostra come l’instabilità istituzionale possa minare la fiducia dei mercati e indebolire il dollaro, da sempre pilastro del sistema finanziario internazionale. In questo contesto, la speculazione sulle criptovalute appare più come una fuga verso l’ignoto che una reale opportunità di investimento solido.
Sul fronte politico, il tentativo di Donald Trump di ricomporre la crisi attraverso il dialogo con lobby e sindacati mostra un approccio pragmatico, lontano dai dogmi ideologici che spesso paralizzano Washington. È la prova che, di fronte all’immobilismo del Congresso, la Casa Bianca tenta di ricorrere a un realismo politico necessario per riattivare la macchina federale e restituire fiducia al Paese e ai mercati.

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